Il Little Pamir:

uno dei pochi posti sulla terra che si possono definire quasi totalmente isolati e privi della civilizzazione e globalizzazione avvenuta man mano su tutto il pianeta. Con la sua estensione in lunghezza di quasi 100 km e in larghezza di circa 30, questa regione, assimilabile ad una delle valli presenti nelle nostre alpi, costituisce un enorme altipiano abitato però solo da circa 1000 persone. Tutto questo fa sì che sia uno dei pochi posti al mondo in cui si respiri il vero silenzio, interrotto talvolta solo dai fruscii del vento.

Nell’agosto 2018, per quasi 25 giorni ho fatto tappa in questo posto meraviglioso insieme a tre compagni di viaggio, due miei amici italiani e un ragazzo francese conosciuto in Tajikistan.

Il Little Pamir visto dall'alto
Il Little Pamir visto dall’alto

Tutto ciò che sto per raccontarvi parte dall’arrivo a Sahrad fino al ritorno nello stesso villaggio. Per scoprire come arrivare invece in questa fantastica cittadina ai confini del Wakhan, vi rimando al mio articolo precedente su questa straordinaria regione.

Quando arrivi a Sahrad il primo pensiero che viene in mente è di essere in un posto magico, quasi come la Contea del Signore Degli Anelli. Un villaggio senza strade, senza macchine, ma con solo quel ritmo lento della vita che è proprio di questo mondo. Una miriade di fiumi attraversa questo abitato, acqua che arriva dalle montagne circorstanti e dai ghiacciai enormi dell’Hindu Kush e Karakorum. Nel mezzo, grandi campi di grano lavorati rigorosamente a mano e dagli animali quali asini e cavalli. I soldi qui iniziano a scarseggiare e gli abitanti vivono principalmente di baratto, nessuno ha un vero reddito. Le uniche persone che si possono permettere degli extra sono i proprietari delle guest house o i taxisti che ricevono uno stipendio garantito dall’affluenza dei turisti ( pochi).

Montagne sabbiose
Montagne sabbiose

Ma passiamo a qualche dettaglio pratico:

  • Animali: a Sahrad potrai scegliere se noleggiare un asino o un cavallo. Un asino può portare fino a 35 kg, un cavallo fino a 50 kg. Considerate che questi sono carichi nominali e sebbene siano consentiti, consiglierei soprattutto per un asino di non caricarli eccessivamente, pena andare veramente lenti nei giorni a seguire durante il trekking. L’asino costa 7,5 $ al giorno e il cavallo 15 $. Il vantaggio del cavallo è di andare più veloce e di essere talvolta cavalcato. Il noleggio oltre a comprendere l’animale si fa carico pure del proprietario ( nessun soldo da versare in più).
  • Guida e lingua: a Sahrad, o meglio ad Ishkashim, è possibile reclutare una guida che parla inglese. Ci sono dei ragazzi giovani sui 20 e 30 anni disposti a seguirvi per tutta la durata del viaggio. Solitamente il prezzo che fanno è tra i 20 e i 30 $ al giorno. In alternativa se vi avventurate nel Little pamir abbiate cura di avere almeno la persona che porta gli asini o i cavalli che sappia un inglese elementare e che sappiate voi un centinaio di parole farsi che vi garantiscono un minimo di sopravvivenza in una regione in cui l’inglese non è mai arrivato
  • Cibo: nessun negozio presente a Sahrad. In realtà c’è un chiosco, ma è sempre chiuso o comunque tutto il cibo e le bevande sono scadute ( abbiamo bevuto una coca cola scaduta da 3 anni, dopo quasi un mese di in Little Pamir non ci sembrava nemmeno così tanto male)

Per accedere al Little Pamir l’unico mezzo disponibile sono le vostre gambe o eventualmente un cavallo da cavalcare. Vi sono due sentieri. 1) quello Alto, che tocca l’altitudine di 4900 metri. In passato veniva utilizzato soprattutto questo perché nel sentiero Basso vi erano tanti guadi difficili da superare soprattutto ad inizio stagione grazie alla grossa portata dei fiumi. Questo sentiero può durare 4 o 5 giorni. 2) il sentiero basso invece è molto più corto in quanto può durare 3 o 4 giorni ed è costituito da numerosi Sali e scendi che affiancano il fiume principale della valle.

Il cielo stellato del little pamir
Il cielo stellato del Little Pamir

Una volta percorsa una di queste due vie si giunge all’altopiano del Little Pamir. È impossibile perdersi con questi sentieri, sono tracciati molto bene dai passaggi numerosi dei pastori. Ogni tappa alla fine ha un rifugio dei pastori costituito da una capanna primitiva dove poter dormire all’interno, non si tratta che di una casetta in pietra in cui ci si può sdraiare per terra e sulla terra ( portare quindi dei materassini e sacco a pelo). Nel sentiero alto dopo una primo rifugio vi sono invece villaggi di nativi in cui potrete dormire ospitati dagli Afghani.

Come ogni posto in cui vi sono stati turisti, per dormire nella guest house dei villaggi il prezzo giusto è di 500 afghani a testa ( vi chiederanno 1000, ma contrattate e riceverete il giusto prezzo). Nel prezzo è sempre compresa la cena e la colazione.

Nei villaggi del Little Pamir, soprattutto vicino alla Cina, dove non arrivano la maggior parte dei turisti il prezzo giusto da dare è di 250 afghani a notte. I villaggi si mantengono solitamente distanziati tra i 10 e i 20 km. In estate, arrivando da Sahrad i villaggi si trovano sulla parte destra della valle. In inverno sulla parte sinistra.

La vastità del Little Pamir
La vastità del Little Pamir

Arrivati nel bel mezzo di questa regione vi sembrerà di essere in un posto magico.

La popolazione ha una cultura molto diversa dalla nostra e assisterete a scene che difficilmente vedrete a casa.

Alcuni esempi quindi del Little Pamir:

  • Il baratto: mi è capitato di scambiare una micro sd con un cappello del capo del villaggio
  • Una castrazione in diretta di uno yak con metodi tutt’altro che ordinari
  • Vivere con poco: per un mese non abbiamo mangiato altro che pane, a colazione e pranzo, pucciato nel thè con il latte, e riso la sera.
  • Paesaggi straordinari e silenzio del deserto. Il little Pamir è una delle regioni più aride della terra e appena scorre un fiume, l’aridità viene interrotta e si creano delle piccole oasi
  • Pescare a 4000 metri: un consiglio che vi do caldamente è di portarvi delle canne da pesca. La vostra dieta a base di pane e riso finalmente verrà interrotta da buon pesce fresco pescato il giorno stesso. Il lago Chaqmaqtin ha le acque piene di ottimo pesce.
  • Giocare con i bambini del posto, ad un iniziale stupore, vi sapranno regalare momenti indimenticabili
  • Scoprire che le montagne asiatiche sono piene di cammelli
  • Differenze culturali. Ad esempio notare come le donne celibi abbiano il copricapo rosso e le donne sposate abbiano il copricapo bianco.
  • Cercare di fare discorsi in una lingua sconosciuta vi fa mettere in gioco e scoprire nuovi metodi di comunicazione
  • Svegliarsi il mattino dopo con la neve fuori dalla yurta
Il team
Il team

Tutto questo e molto altro è stato il nostro viaggio, un’avventura che ci ha fatto incontrare pochi turisti, di cui una ragazza belga che viaggiava in solitaria, tante persone interessanti, animali come gli yak e i cammelli che non siamo abituati a vedere.

Se sarete fortunati, dipende sempre dai punti di vista, questa è la regione dei Leopardi Delle Nevi, delle Pecore di Marco Polo, degli orsi, dei lupi e tanti altri animali che mi hanno sempre destato curiosità.

Bambina afghana

Un unico appunto: il Little Pamir è pieno di Marmotte, ogni giorno vi faranno compagnia nei vostri trekking. Inoltre vi sono una miriade di aquile, falchi, gipeti, avvoltoi himalayani. Attenti a non passare ad essere delle prede, a volte questi animali si confondono e iniziano a cadere in picchiata verso la vostra direzione…

Un consiglio che sento di darvi: questa popolazione vive fuori dal mondo e ogni vostro contatto deve essere effettuato cautamente e con rispetto. Questa popolazione vive di baratto: consiglio quindi di sfoderare al vostra immaginazione e pensare a tutti quegli oggetti che potrebbero essere a loro utili per fare poi scambi per portarsi a casa magari dei souvenir.

Oltre allo scambio è molto gradito il dono: noi per esempio, soprattutto nei giorni finali di viaggio, abbiamo iniziato a dispensare medicine ( che è la loro prima richiesta). Un altro dono molto apprezzato sono dei pennarelli colorati da dare ai bambini del villaggio. Un’opportunità che hanno per allenarsi a scrivere: la scrittura sta arrivando proprio in questi anni, colorare, disegnare o semplicemente pasticciarsi la faccia.