Quando si inizia ad arrampicare e quindi fare alpinismo non ci si rende ancora conto in che mondo si è entrati. Piano piano si iniziano a muovere i primi passi timidi sulla roccia, poi su ghiaccio. C’è chi abbraccia lo sci alpinismo e chi si dà a vie sempre difficili di ghiaccio e misto. Alzi la mano chi ha fatto diventare questo mondo la sua passione e non può più farne a meno. E se è diventata la vostra passione… vi siete mai detti: e se lasciassi il mio lavoro, i miei studi, la mia vita precedente per buttarmi in una nuova avventura? Diventare guida alpina. All’inizio un miraggio, ma passo dopo passo un sogno che può tramutarsi in realtà.

Come diventare guida alpina?

Se inizi a farti questa domanda ti devo scoraggiare. Stai andando incontro ad un percorso difficile, impegnativo, la maggior parte delle persone che lo fanno devono poi desistere.

Prima di tutto devi chiederti: che alpinista sono? A questa domanda ci sono varie risposte.

  • Sono un falesista e non ho mai visto una via di più tiri;
  • Sono un’alpinista che si diletta ogni tanto a fare qualche gita alpinistica di facile livello
  • L’alpinismo è la mia vita e non appena c’è una giornata di sole mi ci butto a fare alpinismo
  • 1000 altre tipologie di persone

Non c’è un punto iniziale per tutti e nessuno è sbagliato, ma voglio avvertirvi: il livello delle selezioni per diventare guida alpina sono alte e si alzeranno sempre di più. Anche se vogliono farvi credere che il 6b sia un livello “facile”, che si possa arrivare al grado 5 di cascate in un batter d’occhio, che si possa diventare come i migliori Freerider di scialpinismo subito, beh la realtà è molto lontana. E il prerequisito fondamentale è il Tempo. Per scalare ci vuole tempo, per fare cascate di ghiaccio ci vuole tempo e le condizioni giuste, per fare scialpinismo ci deve essere la neve, per fare ghiaccio e misto… chi conosce questo mondo sa quanto è difficile trovare le giuste condizioni e portarsi a casa la via ( alta probabilità di insuccesso).

Di per sé il livello delle selezioni non è difficile:

  • Un falesista vi dirà che il 6b+ a vista dopotutto è un livello che si raggiunge in fretta
  • Un cascatista che vive in montagna vi dirà che le cascate, tra tutte le discipline è quella più facile
  • Uno sciatore vi dirà che il livello chiesto di sci alpinismo è veramente basso, salvo poi scoprire che lui scia da quando ha 4 anni
  • Un alpinista esperto vi dirà che il livello di ghiaccio e misto tecnico non è nulla di che e fermo a quello degli anni 60.

Sinceramente non me la sento nemmeno di dissentire con loro. Ma… c’è un ma! Diventare guida alpina presuppone raggiungere un buon livello in tutte le discipline. Non è richiesta l’eccellenza, come ad esempio nelle selezioni da maestro di sci, per cui se non si ha sciato fin da bambini a livello agonistico è quasi impossibile passare i test per diventare istruttore. È richiesto però, in base ai punti di vista, un buon o ottimo livello.

E questo richiede tempo. Raggiungere un buon livello tecnico per l’arrampicata sportiva richiede tempo. È diverso lavorare dei tiri sui 7b e avere un 6a a vista, piuttosto che avere il 6c a vista e avere il 7a lavorato.

Le cascate di ghiaccio per mio parere personale è la disciplina più facile tra tutti se si parte da zero. Ma ahimè in Italia vi sono solo 2/3 mesi all’anno in cui potersi esercitare. Se si hanno solo i weekend e la metà dei weekend fa brutto, capirete che non ci vuole solo un anno per poter raggiungere un discreto livello. Senza poi parlare delle oscillazioni delle temperature e quindi trovare le giuste condizioni per le cascate.

Se si parte da zero con lo sciare, beh questa sarà in assoluto la vostra parte più difficile. Consiglio vivamente di prendere lezioni da un maestro di sci. Non partite da autodidatti perché così evitate possibilità di errori iniziali che difficilmente poi toglierete in futuro.

Per quanto riguarda invece il ghiaccio e misto è vero, il livello tecnico richiesto non è elevato ma si parla di alpinismo di alta montagna e chi conosce questo mondo sa che vi sono tanti fattori da considerare. Prima di tutto la meteorologia. La maggior parte dei weekend nel corso dell’anno non sono completamente soleggiati, vi possono essere rovesci, tempeste, semplicemente sole con vento, pioggerellina, nebbia, insomma molte condizioni che possono anche desistere da ogni tentativo. In secondo luogo parliamo delle condizioni in cui si trova la Via scelta, poca neve, tanta neve e quindi rischio valanghe, rischio caduta sassi. A volte può succedere pure di non trovare la Via e quindi di tornare indietro.

Personalmente quando vado a fare ghiaccio e misto mi rassegno al fatto che il 50% delle volte in cui vado a fare vie d’avventura ritorno a casa senza aver concluso niente. Considerate quindi che ci deve essere bel tempo, ci devono essere le condizioni e devi rubare del tempo a tutte le altre discipline.

Tempo per diventare guida alpina

Bisogna avere tempo per costituire il vostro curriculum che presenterete alle selezioni da guida alpina, tempo per affinare il vostro livello tecnico su roccia, su ghiaccio, sullo sci e guadagnare esperienza in alta montagna. Oltre a quello che vi servirà prima delle selezioni, per passare i vari moduli durante il percorso da guida alpina, dovrete aver tempo per esercitarvi per poter passare gli esami che incontrerete nel vostro percorso.

Un consiglio ai ventenni: siete indecisi se fare o meno l’università? A meno di poche facoltà, come ad esempio ingegneria, medicina ecc. ormai la laurea non vi dà un lavoro certo. Se avete questo sogno, coltivatelo e tentateci. Il percorso da guida alpina non costa di più che un ciclo di 5 anni universitario.

Un consiglio ai trentenni: avete un lavoro, magari vi piace anche ma vi è entrato questo tarlo in testa. Non sprecate tempo e dedicate le vostre ferie e i vostri weekend ad allenarsi. Andare con gente più forte di voi vi motiverà e vi farà conoscere tutte le tecniche e i segreti per raggiungere il vostro sogno.

Un consiglio ai quarantenni: ci sono tante guide che diventano tali a 40/45 anni e quindi perché no? Però ahimè qua si tratta di fare una scelta drastica di vita e personalmente quello che ho visto sempre fare è stato questo: una volta raggiunto un livello tecnico discreto, lasciare il lavoro e dedicarsi un anno intero a redigere il curriculum per poi tentare le selezioni. Attenzione: vi sarà poi un anno e mezzo di corso successivo in cui non avrete ancora lavoro. Dopo due anni e mezzo se tutto va bene diventerete aspiranti guide alpine e quindi potrete iniziare a lavorare. Il consiglio che posso darvi è di trovare un lavoretto part time, magari che c’entra anche con il mondo d’alpinismo (diventare un istruttore d’arrampicata in palestra ad esempio è molto facile per chi sta ambendo a diventare guida alpina). Ma ricordate: ce la potete fare!

Agli altri beh nella vita non si sa mai, perciò se nutrite questo sogno. Chissà, vi faccio solo gli auguri!

 

Dettagli su come diventare guida alpina

Per quanto riguarda i dettagli mi affido ai siti web delle guide alpine. I requisiti minimi infatti sono in continuo aggiornamento. Quello che vi posso dire è che più o meno vale questa regola: su roccia bisogna avere come grado il 6b a vista ( il che vuol dire tendenzialmente che 8 vie su 10 le fate al primo colpo senza mai fermarvi); su ghiaccio dovete avere il grado 5 da primi; su ghiaccio e misto dovete aver effettuato un tot di vie in alta montagna, solitamente comprese tra livello D e TD; scialpinismo dovreste essere in grado di effettuare discese OSA.

Ogni regione ha i suoi requisiti: c’è quella che è specializzata sulla roccia, quella sullo sci, quella sulle cascate di ghiaccio. Tutte però hanno una caratteristica comune: il livello è alto e gli istruttori non fanno sconti: dentro o fuori.

Ad esempio:

http://www.guidealpinepiemonte.it/it/formazione/requisiti_ammissione_ai_corsi.htm

https://www.guidealpineveneto.it/aga_formazione.php

http://new.guidealpine.lombardia.it/wp-content/uploads/2018/01/piattaforma-nazionale-formazione.pdf

 

Un ultimo avvertimento: non dimenticate che l’alpinismo è considerato un sport estremo. Non si parla solo di nozioni tecniche, di discipline in cui bisogna studiare determinati movimenti e raggiungere una certa performance e forma fisica. Si parla di un mondo in cui vengono abbandonate le sicurezze che vi sono a casa, per andare incontro alla natura selvaggia. Una natura meravigliosa che talvolta può essere spietata. Procedere quindi passo passo senza “bruciare le tappe” vi permetterà di vivere serenamente l’alpinismo e di guadagnare la giusta esperienza per saper riconoscere i vari pericoli che si possono incontrare in questo mondo.

Capitolo a parte gli infortuni: io stesso mi sono rotto il gomito e il crociato del ginocchio destro. Ma questa è un’altra storia…