Prima gita di misto della stagione. Ci guardiamo un po’ intorno e un po’ nostalgici delle Alpi bergamasche prendo in mano il libro “Ghiaccio delle Orobie” e inizio a sfogliarlo.

Son 3 settimane che non nevica pesantemente. Forse si può tentare qualcosa con esposizione Nord. È da tanto tempo che punto il Pizzo del Becco e quindi inizio a guardare un po’ quali sono le linee che solcano quella parete. Il nostro sguardo si poserà sulla via Arcigno Macigno Goulotte, l’unica via che nasce interamente per alpinismo invernale.

primo tiro arcigno macigno goulotte
Primo tiro

Stefano è il mio compagno di cordata questa volta. Un uomo capace di sopportare le fatiche più estreme e il freddo estremo. Caratteristiche che serviranno in pieno anche questa volta. Il venerdì sera infatti, dopo aver guardato il meteo che dava sole senza una nuvola, mi accorgo che in realtà l’indomani sarebbe stato parecchio ventoso, e proprio con vento da nord. Un tentativo ne vale comunque la pena: le temperature sono alte, la goulotte è incassata e molto probabilmente riparata dal vento. Così è stato infatti.

Condizioni pizzo becco
Il pizzo del Becco e lo Spallone Nord

Svegliarsi alle 3 e 30 ha un sapore innaturale. Tutte e due ci accorgiamo di aver perso il ritmo, io abituato ormai alle Falesiate autunnali, Stefano alle sue escursioni con i suoi lupi con sveglia per tutti e due alle 8 o addirittura alle 9.

Ma presto quando sorge l’alba ci ricordiamo perché ne vale la pena tutto questo. Anche i 600 metri di scalini per arrivare al lago di Sardegnana sono una bella sveglia forzata.

alba lago sardegnana

L’avvicinamento è dato dalle 2 alle 3 ore. Noi ce ne metteremo 4. Amaramente scopriamo che appena dopo il lago non esiste nessuna traccia, probabilmente siamo i primi della stagione a solcare questa valle. Parte subito l’arte del Ravanage, fino ad arrivare fin sotto la parete con quasi 70 cm di neve in cui si sprofonda. Le alte temperature non hanno trasformato la neve infatti, la valle rimane sempre esposta a nord e non arriva mai il sole.

goulotte terzo tiro
Terzo tiro

Attacchiamo quindi alle 10, e la via scorre piuttosto velocemente, il tiro di WI 4+ è in super condizione e il tiro di M4+ che dà il nome alla via “Arcigno Macigno Goulotte” ha un unico passaggio duro, facilmente risolvibile con una buona spaccata.

Il tiro di WI 4+
Il tiro di WI 4+

Peccato che i canali di intermezzo siano anche quelli belli carichi di neve polverosa e Ste sia un po’ fuori allenamento per affrontare i tiri più duri. In totale? 7 ore e mezza di via.

Arcigno Macigno
Selfie con il Macigno

Arrivati su in cima ormai al buio, la discesa si rivelerà molto faticosa e per nulla banale da trovare. Ci metteremo 5 ore ad arrivare fino al lago di Sardegnana. Per tutta la discesa si sprofondava fino alle ginocchia e la via per il ritorno, se non si è pratici della zona non è così intuitiva.

Quasi vetta pizzo becco
Quasi vetta

Arrivati alla diga però i guardiani della diga ci offrono una bella pasta aglio olio e peperoncino e un buon tè caldo che ci fanno riprendere dalla giornata estenuante. Davvero li ringraziamo ancora. Ci hanno ridato la carica.

Iniziare la stagione con un bel TD+ mi ha dato energia per affrontare tutte le salite che verranno in questo inverno. Rimanete aggiornati!